Che cosa significa qui «pregare»

Nell’inglese più antico, «pray» può significare chiedere. Quando un cristiano ortodosso dice «Santa Maria, prega per noi», chiede un’intercessione: rivolgersi a Dio a nostro favore. Il santo non è considerato onnipotente, onnisciente o un mediatore alternativo in competizione con Cristo.

I cristiani ortodossi pregano costantemente e direttamente il Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo. La Divina Liturgia, i Salmi, le preghiere personali e la preghiera di Gesù sono centrati su Dio. Chiedere la preghiera di un altro membro della Chiesa fa parte di questa vita diretta con Dio, senza sostituirla.

La Chiesa è viva in Cristo

Il Nuovo Testamento chiama santi i credenti e descrive la Chiesa come un solo Corpo. La morte non separa i cristiani da Cristo e quindi non può cancellare la loro comunione reciproca. I santi non sono meno vivi dei cristiani sulla terra: vivono per Dio e attendono la risurrezione con tutta la Chiesa.

L’Apocalisse raffigura il culto celeste, le preghiere dei santi che salgono davanti a Dio e i martiri coscienti alla Sua presenza. La prassi ortodossa legge queste immagini insieme al comando biblico che i cristiani intercedano gli uni per gli altri.

Perché chiedere, se Dio sa già?

La stessa domanda vale quando si chiede a un amico in chiesa di pregare. Dio conosce il bisogno, eppure ha fatto dell’amore una partecipazione reciproca. L’intercessione forma la comunione, insegna l’umiltà e permette ai membri del Corpo di sostenersi a vicenda.

La preghiera dei santi è potente perché essi sono stati purificati nell’amore e vivono vicini a Dio, non perché Lo controllino. Ogni preghiera esaudita rimane un dono di Dio. La gratitudine a un santo per la sua intercessione glorifica, in ultima analisi, il Dio che lo ha santificato.

È negromanzia?

La negromanzia cerca conoscenze nascoste o potere manipolando i morti. L’intercessione cristiana non cerca né le une né l’altro. Chiede a membri conosciuti del Corpo di Cristo di pregare, così come la Chiesa chiede agli angeli di unirsi al suo culto. Non ci sono sedute spiritiche, tecniche o tentativi di aggirare Dio.

Comportamenti superstiziosi possono sorgere attorno a qualsiasi pratica religiosa e vanno corretti. I santi non sono specialisti con cui contrattare e la preghiera non è magia. Una devozione autentica conduce a Cristo, al pentimento, al coraggio e all’imitazione dell’amore santo.

Come iniziare a comprendere questa pratica

  • Ascolta come la Chiesa si rivolge in modo diverso a Dio e ai santi nelle celebrazioni.
  • Leggi la vita di un santo e osserva come al centro vi sia Cristo, non l’ego del santo.
  • Chiedi una semplice intercessione: «San ____, prega Dio per me».
  • Continua a pregare direttamente Dio e valuta la devozione dai suoi frutti di umiltà e amore.
  • Porta le obiezioni serie a un sacerdote paziente, invece di affidarti alle discussioni sui social.

Fonti e approfondimenti