La consueta Liturgia domenicale

Quando si visita una parrocchia ortodossa bizantina in una domenica ordinaria, si incontra solitamente la Liturgia di san Giovanni Crisostomo. È usata per gran parte dell’anno, mentre la Liturgia di san Basilio è prevista in determinate domeniche e feste e la Liturgia dei Doni presantificati nei giorni feriali della Grande Quaresima.

La celebrazione raduna la Chiesa per ascoltare la Parola di Dio, confessare la fede, rendere grazie e ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo. Non è uno spettacolo religioso offerto a un pubblico; liturgia significa opera comune del popolo di Dio.

Chi era san Giovanni Crisostomo?

San Giovanni fu un sacerdote di Antiochia del quarto secolo e poi Arcivescovo di Costantinopoli, celebre per una predicazione che univa chiarezza scritturistica e coraggio morale. Crisostomo significa bocca d’oro, titolo attribuito per la forza del suo insegnamento.

Denunciò la ricchezza senza misericordia, difese la dignità dei poveri e subì l’esilio dopo il conflitto con il potere imperiale. La Liturgia che porta il suo nome riflette la tradizione antiochena e costantinopolitana in cui servì, soprattutto nella preghiera eucaristica.

Ne scrisse ogni parola?

No. Le antiche liturgie crebbero dal culto apostolico e locale condiviso, anziché apparire come il libro di un solo autore in una data precisa. Le preghiere eucaristiche associate a san Giovanni si formarono nel periodo del suo ministero, ma ingressi, inni, commemorazioni ed elementi cerimoniali si svilupparono prima e dopo di lui.

Chiamarla la sua Liturgia identifica una tradizione e un’anafora ricevute, non una moderna attribuzione di paternità esclusiva. Questa storia organica è normale nel culto ortodosso: la Chiesa custodisce, adatta e trasmette un atto comune attraverso le generazioni.

Le sue due grandi parti

Non sono compartimenti chiusi. Scrittura, preghiera, offerta e Comunione formano un unico movimento verso il Regno proclamato nella benedizione iniziale.

  1. Preparazione

    Prima della celebrazione pubblica, pane e vino vengono preparati alla Proskomide con commemorazioni di Cristo, dei santi, dei vivi e dei defunti.

  2. Liturgia della Parola

    Litanie, antifone, Piccolo Ingresso, inni, Epistola, Vangelo e predicazione radunano e istruiscono la Chiesa.

  3. Liturgia dei fedeli

    Grande Ingresso, Credo, anafora, Padre nostro, frazione dell’Agnello, Comunione e rendimento di grazie portano a compimento l’offerta eucaristica.

Come imparare a conoscerla

Partecipa più volte e ascolta i punti di riferimento: «Benedetto il Regno», il Trisagio, il Vangelo, l’Inno cherubico, il Credo, «Santo, Santo, Santo», il Padre nostro e la preghiera della Comunione. Un libro liturgico può aiutare, ma la Liturgia si impara partecipando con tutta la persona.

I visitatori non ortodossi sono benvenuti alla celebrazione, ma non devono accostarsi al calice. Chiedi del pane benedetto e della prassi locale. Lascia maturare le domande attraverso lo studio e il culto, anziché tentare di decifrare ogni movimento in una sola domenica.

Fonti e approfondimenti