Comincia da ciò che è davvero condiviso
I cristiani ortodossi orientali e i cattolici romani professano la Trinità, la piena divinità e umanità di Cristo, la Sua morte e risurrezione reali, il battesimo, l’Eucaristia, il ministero apostolico e l’autorità dei primi concili ecumenici. Entrambi onorano Maria e i santi, usano icone o immagini sacre e comprendono la fede cristiana come qualcosa che va oltre l’interpretazione privata.
Un confronto equo non dovrebbe cancellare queste radici comuni né fingere che la separazione sia superficiale. La frattura si sviluppò nei secoli e divenne formale nel periodo medievale. Oggi esiste un importante dialogo teologico, ma la comunione eucaristica non è stata ristabilita.
Il papato e la struttura della Chiesa
L’insegnamento cattolico attribuisce al vescovo di Roma la giurisdizione universale e, in condizioni definite, l’infallibilità papale. L’Ortodossia onora l’antico primato di Roma, ma non accetta che un solo vescovo possieda un’autorità immediata di governo su ogni Chiesa locale o possa definire la dottrina indipendentemente dalla ricezione conciliare della Chiesa.
Le Chiese ortodosse sono governate sinodalmente dai vescovi. Un patriarca o metropolita ha un primato reale all’interno del sinodo, ma rimane un vescovo fra vescovi. La questione del primato universale non è soltanto amministrativa: rivela concezioni diverse di come l’unità della Chiesa sia resa visibile e custodita.
Il Filioque e il linguaggio trinitario
Il Credo originale afferma che lo Spirito Santo procede dal Padre. Nell’Occidente latino fu aggiunta al Credo l’espressione «e dal Figlio», Filioque. L’Ortodossia contesta sia la modifica di un Credo ecumenico senza un concilio ecumenico, sia formulazioni che sembrano compromettere il Padre come unica fonte all’interno della Trinità.
La teologia cattolica ha offerto chiarimenti volti a distinguere l’origine eterna dalla missione dello Spirito attraverso il Figlio. Tuttavia, l’aggiunta sotto il profilo canonico e la teologia che esprime rimangono questioni che richiedono un dialogo attento, non slogan.
Peccato, salvezza, purgatorio e dogmi mariani
L’insegnamento ortodosso descrive spesso il peccato ancestrale soprattutto come mortalità e corruzione ereditate, mentre la teologia occidentale ha usato frequentemente categorie più giuridiche. Entrambe le tradizioni insegnano la necessità della grazia, del battesimo, del pentimento e della trasformazione, ma possono inquadrare diversamente la condizione umana e l’espiazione.
L’Ortodossia prega per i defunti e crede nella purificazione e nella crescita verso Dio, ma non accoglie la dottrina romana del purgatorio nella sua definizione specifica. Onora profondamente Maria come Madre di Dio e tutta santa, ma non accetta i dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione definita dal papa nelle loro formulazioni romane. La Dormizione viene celebrata, ma in un quadro teologico e dogmatico diverso.
Culto, disciplina e clero
La Divina Liturgia bizantina e le liturgie cattoliche orientali possono apparire molto simili, mentre la Messa romana ordinaria ha una forma occidentale distinta. Il culto ortodosso mantiene generalmente una forte continuità nel canto, nell’iconografia e nell’ascesi. Queste differenze sono importanti, ma il solo stile liturgico non spiega la separazione.
La maggior parte dei sacerdoti parrocchiali ortodossi può essere sposata, se il matrimonio precede l’ordinazione; i vescovi sono scelti fra il clero celibe. La Chiesa cattolica latina richiede ordinariamente il celibato sacerdotale, mentre le Chiese cattoliche orientali e alcune eccezioni conservano il sacerdozio sposato. Anche i calendari e le discipline del digiuno differiscono, con variazioni locali in entrambe le comunioni.
Fonti e approfondimenti
- La Chiesa: una, santa, cattolica e apostolica Chiesa ortodossa in America
- La fede ortodossa Chiesa ortodossa in America
- La Dormizione della Madre di Dio Chiesa ortodossa in America